Come una casa non si regge solo sulle sue fondamenta, ma sul sapere e sul lavoro di chi la costruisce e la mantiene viva, l’ingegneria geotecnica, la progettazione urbana, la scienza delle costruzioni e la conservazione del patrimonio storico non si basano solo su calcoli e materiali, ma anche sull’esperienza, la passione e l’ingegno di chi se ne prende cura.
Claudia Madiai, Dimitra Babalis, Silvia Monchetti e Martina Colapietro sono accomunate dall'impegno nella tutela e nella sicurezza del patrimonio costruito, affrontando le sfide della sostenibilità. Attraverso competenze in geotecnica sismica, architettura, urbanistica, scienza delle costruzioni e conservazione dei beni culturali, lavorano per garantire che il territorio e le sue opere siano protetti e valorizzati.
Condividono una visione basata sulla consapevolezza, sull'innovazione e sulla determinazione, contribuendo con il loro lavoro a rendere il mondo più sicuro e sostenibile, spesso superando ostacoli e pregiudizi nel loro campo.
La Geotecnica è la disciplina che affronta, dal punto di vista ingegneristico, i problemi legati ai terreni e alle rocce, per progettare e realizzare in sicurezza opere che stanno sopra al terreno (edifici, infrastrutture di superficie, …), dentro il terreno (gallerie, reti sotterranee, …) e realizzate con il terreno (rilevati, argini, dighe, …). Unisce teoria, esperienza sul campo e tecnologia e dovendo operare con materiali tanto eterogenei e complessi, quali i terreni e le rocce, richiede rigore scientifico, ma anche creatività, ingegno e capacità di gestire le incertezze. Come docente di geotecnica, esperta di geotecnica sismica, ho dedicato la mia carriera allo studio degli effetti dei terremoti sul territorio, contribuendo a progetti di prevenzione del rischio sismico in diverse regioni d’Italia. Dopo i principali eventi sismici che hanno colpito il Paese (Umbria-Marche 1997, S. Giuliano di Puglia 2002, L’Aquila 2009, Emilia Romagna 2012, Amatrice-Italia Centrale 2016) mi sono trovata spesso sul campo, in un ambiente prevalentemente maschile. In quei momenti, davanti alle macerie, oltre ad un’emozione difficile da descrivere, ho sempre sentito il forte desiderio di capire a fondo il ruolo giocato dal terreno durante il terremoto e di collaborare con colleghi di altre discipline per scegliere con cura il terreno su cui ricostruire. Perché, in fondo, una casa non si regge solo sul terreno, ma anche su chi se ne prende cura.
Architetta e Docente di Urbanistica e Progettazione Urbanistica presso l’Università di Firenze e Visiting Professor presso diverse Università Europee. Ho ideato e coordinato in Italia ed all’Estero diversi Workshops/Ateliers/Incontri e Conferenze internazionali, riconosciuti e finanziati dall’European Commission. Ho avuto per diversi anni il ruolo di Responsabile Erasmus per il Corso di Laurea in Ingegneria Edile ed ho attivato un numero consistente di Bilateral Agreements nell’ambito del Programma Erasmus per l’Università di Firenze. Mi sono attivata significativamente ed in maniera pionieristica a livello Europeo per l’insegnamento e la ricerca a carattere innovativo ed inclusivo, (Innovative Higher Education).
Sono la Fondatrice e Chair del network Internazionale “INTEGRO_UAD (International Group on Urban and Architecture Design) e già Direttore per il “Centro Internazionale di Studi sul Disegno Urbano” a Firenze.
Sono impegnata in ricerche nazionali ed internazionali inerenti la progettazione urbanistica (urban design e masterplanning) con criteri ecologici e sostenibili; rigenerazione e riuso di aree dismesse; trasformazione di waterfronts in ambiti urbani sensibili; spazi e micro-spazi urbani per la resilienze, la salute e il benessere; progettazione di verde strutturale (Urban Greening and Green Infrastrutture) di spazi urbani.
Ho partecipato a numerosi convegni e congressi nazionali ed internazionali e sono autrice e curatrice di libri ed articoli su riviste nazionali ed internazionali. Sono Direttrice della Collana “Cities, Design and Sustainability. The New Series” e faccio parte di diversi Editorial Advisory Boards presso riviste nazionali ed internazionali.
Faccio parte di associazioni e società Internazionali e sono Expert Member per ICOMOS/CIVVIH. Sono stata premiata con un "Attestato di Benemerenza per gli Studi sulla Archeologia Industriale" dal Ministero della Cultura Italiano ed ho conseguito borse culturali ministeriali tramite l’Istituto di Cultura Italiano di Atene e il Ministero degli Esteri di Grecia e Italia.
Originaria della Grecia, arrivata in Italia per conseguire i miei studi in architettura, ricordo bene le difficoltà affrontate all’inizio in un ambiente accademico prevalentemente maschile e osservo con orgoglio la crescente presenza femminile presso il DiCEA e presso i miei corsi in Ingegneria Civile ed Ingegneria Edile.
Sono ricercatrice di Scienza delle Costruzioni e docente di Meccanica dei Continui per il corso di Laurea triennale in Ingegneria Ambientale.
La mia attività di ricerca - a servizio della conservazione del patrimonio culturale - mi ha permesso di osservare e studiare da vicino beni monumentali unici al mondo: dal David di Michelangelo nella Galleria dell'Accademia di Firenze, alle Torri del centro storico di San Gimignano, fino al Pulpito marmoreo di Giovanni Pisano nella chiesa di Sant'Andrea a Pistoia. La sfida è conoscerne il comportamento strutturale, identificare gli interventi che nel tempo si sono susseguiti, progettare sistemi di monitoraggio strutturale e, nell'ottica della conservazione programmata, definire gli interventi da mettere in pratica per la salvaguardia di queste incredibili opere.
La stabilità di una chiesa non poggia solo sulle sue fondamenta, ma sulla memoria e sul lavoro di chi la studia e la protegge. La mia ricerca parla della vulnerabilità sismica delle pievi della Lunigiana, analizzando le tracce dei terremoti passati e i meccanismi di collasso che le minacciano. In questo ambito, molte donne – studiose, restauratrici, archiviste, ingegnere – hanno avuto un ruolo fondamentale, raccogliendo dati, interpretando le fragilità strutturali e tramandando conoscenza. Ogni crepa racconta una storia, ogni lesione svela una necessità di intervento. Conoscere per proteggere: perché una chiesa vive anche grazie all’attenzione e all’impegno di chi la studia, per questo motivo, in questo campo ma anche in tutti gli altri ambiti di ricerca, il lavoro delle donne deve essere valorizzato e riconosciuto al pari di quello svolto dagli uomini.
Ultimo aggiornamento
20.03.2025