La sicurezza stradale non dipende dal genere, ma dalla competenza: grazie alla ricerca scientifica e ai dati oggettivi, è possibile migliorare la mobilità e garantire un futuro più sicuro per tutti.
Ce lo dimostrano Monica Meocci, Costanza Carini, Camilla Mazzi e Irene Infante, che per la ricerca sulla sicurezza stradale si avvalgono del simulatore di guida in dotazione al laboratorio LaSIS per analizzare il comportamento dei conducenti in scenari realistici. Questo permette di ottimizzare le infrastrutture stradali e sviluppare nuove tecnologie per la guida assistita e autonoma. Attraverso test e simulazioni, si studiano i fattori di rischio, la percezione del pericolo e l’interazione tra conducente e infrastruttura, sfatando pregiudizi come quello sulle donne alla guida.
L’uso del simulatore di guida è ormai da anni entrato a far parte della mia ricerca sulla sicurezza stradale, coniugando le tradizionali metodologie di progettazione e analisi con l’approccio proattivo che lo strumento consente grazie alla possibilità di studiare il comportamento dei conducenti in situazioni realistiche, analizzando la risposta del conducente di fronte a diversi scenari infrastrutturali, finalizzati ad ottimizzare il layout della strada sulle aspettative dell’utente. Di recente lo strumento è stato usato per migliorare lo sviluppo di nuove tecnologie per la guida assistita e autonoma, garantendo soluzioni stradali e veicolari “dimensionate sull’utente”.
"Donne al volante, pericolo costante?" Un mito da sfatare con dati e ricerca! Attraverso test e simulazioni di guida, analizziamo la sicurezza stradale studiando il comportamento dei conducenti e i principali fattori di rischio, come la velocità e le condizioni della strada. Il simulatore ci permette di valutare le reazioni dei conducenti in scenari critici, fornendo dati oggettivi per sviluppare strategie di prevenzione efficaci. Inoltre, approfondiamo aspetti fondamentali come la percezione del rischio, i processi decisionali alla guida e l’interazione tra conducente e infrastruttura. Perché la sicurezza stradale non è una questione di genere, ma di conoscenza, ricerca e consapevolezza.
Sfidiamo ogni giorno questo mito, con dati, simulazioni e ricerca scientifica. 'La sicurezza stradale non ha genere, ma competenza.' Attraverso le simulazioni di guida infatti è possibile migliorare la sicurezza stradale, analizzando il comportamento dei conducenti e contribuendo allo sviluppo di tecnologie avanzate. Il nostro lavoro fornisce una base solida per il progresso della mobilità, supportando l’evoluzione dei veicoli a guida autonoma e garantendo un futuro in cui la strada sia un luogo più sicuro per tutti. Grazie alla ricerca scientifica possiamo dimostrare che il vero pericolo non è chi guida ma chi si affida ai pregiudizi.
Il tema del "pericolo costante" associato alla donna al volante è spesso uno stereotipo errato. Mi chiamo Irene Infante e ho svolto uno studio sulla sicurezza stradale per la mia tesi di laurea magistrale in Ingegneria Civile, intitolata "Il rispetto dei limiti di velocità in Italia: studio al simulatore di guida del LaSIS". L’eccesso di velocità aumenta sia la probabilità di accadimento di un incidente sia la sua severità; l’obiettivo dello studio era analizzare l’efficacia dei limiti di velocità e quanto venissero rispettati in vari scenari da diversi conducenti volontari, utilizzando un simulatore di guida. I risultati hanno evidenziato che i limiti di velocità sono rispettati solo se appaiono credibili e coerenti con le condizioni effettive della strada e dell’ambiente circostante. Grazie al mio lavoro di tesi, in data 6 marzo 2025, sono stata premiata con la prima edizione del premio di laurea 'Gabriele Borgogni', assegnato dall'omonima associazione.
Ultimo aggiornamento
08.03.2025